Lombardia Cluniacense

Nell XI-XII secolo, la grande Abbazia di Cluny, fondata cent'anni prima, si ramificò in quella che oggi noi chiamiamo Europa occidentale (in Francia, Belgio, Italia, Germania, Inghilterra, Spagna e Portogallo)

BENVENUTI NELLA LOMBARDIA CLUNIACENSE

Nell XI-XII secolo, la grande Abbazia di Cluny, fondata cent’anni prima, si ramificò in quella che oggi noi chiamiamo Europa occidentale (in Francia, Belgio, Italia,Germania,Inghilterra, Spagna e Portogallo), dove, infatti, si costituì una rete di abbazie, di priorati e di decanati (ben 1.400) che formarono L´ Ecclesia cluniacensis (la Chiesa cluniacense). I “monaci neri” (come vennero chiamati i Cluniacensi, a causa del colore del loro abito) vi realizzarono la loro riforma della vita monastica. Ma
essi hanno esercitato anche un importante ruolo economico, culturale, sociale e politico, lasciandoci un patrimonio straordinario, la cui riscoperta e valorizzazione ha condotto un centinaio di ex-siti cluniacensi europei a federarsi nella Fédération des sites clunisiens (Federazione dei siti cluniacensi), che recentemente ha ottenuto dal Consiglio d´Europa il diploma di “Grande Itinerario Culturale”. Una articolazione di esso è I´ “Itinerario cluniacense lombardo” cui, ora, dieci siti lombardi cominciano a dare corpo. Percorrere tale itinerario, come si invita a fare con la presente guida, è un tuffo nella storia europea e in quella lombarda, è l´incontro con luoghi “dove soffiano lo spirito e la bellezza”, ma è anche scoprire la varietà dei paesaggi naturali lombardi (le valli e i laghi pre-alpini, i fiumi, i navigli e la campagna della pianura, le colline) e le “culture locali”, i prodotti e il saper fare di tanti territori diversi.

La “Fédération des Sites Clunisiens”

La Federazione dei Siti Cluniacensi si è costituita a Cluny una decina di anni fa per far conoscere e valorizzare questa straordinaria eredità, dispersa in centinaia di luoghi. Intende farlo promuovendo iniziative culturali e turistiche, avvalendosi delle competenze di ricercatori universitari e soprattutto con la partecipazione diretta dei Comuni sul cui territorio si trovino testimonianze dell´immenso patrimonio cluniacense.
Forte dell´adesione di oltre cento Comuni in tutta Europa, la Federazione può accogliere anche associazioni culturali e turistiche, oltre che cittadini singoli, appassionati di storia e del patrimonio storico o disponibili a diventarlo.

Il grande itinerario cluniacense europeo

Visto che il patrimonio cluniacense è un elemento comune a molti Paesi d´Europa e visto che la Federazione dei Siti Cluniacensi, per la sua natura e la sua azione, rispetta i Diritti dell´Uomo, la democrazia culturale, la diversità e l´identità della cultura europea, il dialogo, lo scambio e il mutuo arricchimento oltre le frontiere e le generazioni, il Consiglio d´Europa ha conferito nel 2005 alla rete dei siti cluniacensi, costruita dalla Federazione stessa, la menzione di Grande Itinerario Culturale.
I siti cluniacensi, dunque, primo itinerario attraverso luoghi monastici finora riconosciuto, possono cosi essere considerati alla stregua del prestigioso itinerario di San Giacomo di Compostella.

Storia (Santa Maria in Calvenzano)

IV sec. Probabile luogo di culto paleocristiano, con la caratterustica d´essere una “cella memoriae”, ovvero luogo che ricorda il martirio o dove è stato deposto il corpo del martire.
IX sec. ristrutturazione dell´edificio sotto l´episcopato di Ansperto (868-881 ) arcidiacono del monastero di Sant´ Ambrogio in Milano.
1090   Anselmo, arcivescovo di Milano, concede al monastero di Cluny la Chiesa di Calvenzano. I fratelli Arialdo e Lanfranco e il loro parente Alone che hanno donato le decime delle loro proprietà alla comunità di Cluny, sollecitano la donazione della “ecclesia” di Santa Maria in Calvenzano alla stessa comunità di Cluny che vi invia dei monaci, all´inizio dipendenti dal priorato di San Marco dì Lodi Vecchio.
XIV sec. Viene affrescato il catino dell´abside centrale.
1554    I monaci abbandonano il monastero e i loro beni sono trasferiti a papa Paolo III che a sua volta li affitta a Gian Giacomo Medici, marchese di Marignano.
1630   All´antico nome di Santa Maria in Calvenzano verrà aggiunto “Assunta”.
1813    II complesso e le proprietà di Calvenzano vengono acquistate dal viceré del regno d´Italia, Eugenio di Beauharnais e, pochi anni dopo, da Francesco Predabissi; di qui la proprietà verrà legata alla fondazione di un Ospedale per i malati di Vizzolo e Melegnano. Lo storico luogo di culto diviene cappella funebre della famiglia Predabissi.
1995    Dopo decenni di incuria e abbandono, hanno inizio i restauri.
1999    Dedicazione della Basilica a “Santa Maria in Calvenzano” e nuova apertura al culto.
Il patrimonio storico-ambientale
” II portale di pietra di scuola comasca, emiliana e francese.
• L´affresco sul catino dell´abside.
• Gli interni e gli esterni di interesse archeologico.
Eventi e manifestazioni
• La musica nei cieli, concerti in Basilica a dicembre
• La festa patronale ad ottobre
• Concerti di musica sacra. La Basilica è luogo di culto, sede parrocchiale nella diocesi di Milano
Per muoversi un pò…
• Piste ciclabili che attraversano il circondario.
Per saperne di più:
http://www.sitesclunisiens.org/index.php (Sito ufficiale, multilingue)
http://it.wikipedia.org/wiki/Cluniacensi (Da Wikipedia, l´enciclopedia libera)

 

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Ultimo aggiornamento: 19/10/2023, 15:31

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